L’ANGELO D’ARGENTO E IL BARDO


La fatina non si sentiva un angelo.
L'unica cosa che per mesi era riuscita a sentire era il dolore lacerante di una pugnalata infertagli alle spalle,
il sordo tonfo dei suoi sogni,
lo scrichiolare dei frammenti del suo cuore sotto i piedi.
Che quella fosse una guerra se ne era accorta molto dopo,
quando già il nemico si era rivelato troppo vicino,
quando ormai era irrimediabilmente tardi per schivare i colpi e per constatare amichevolmente l'ingenza dei danni subiti.
Per molto ha cercato una risposta e,ancora,non ce l'ha.
Più volte in lacrime aveva giurato che nessuno avrebbe superato il muro di cinta eretto in un estremo tentativo di difesa.
Bariera tra lei e il mondo,tra lei e la sua stessa anima infranta,
anestesia totale dal dolore dopo tante lacrime.
Non sa come lei e il bardo siano potuti finire nella stessa buca di trincea.
Ancora se lo chiede felice che sia accaduto.
Crede solo che era già scritto da qualche parte,
che il caso c'entri poco nell'incontro di certe anime;
di queste due anime.
In mezzo alla tempesta un raggio caldo di sole.
Forse era quello di cui in quel momento aveva bisogno.
Ora sa che era tutto quello che aveva sempre sognato.

"PERCHE' LO FAI?"

gle lo chiedeva a mezza voce,
zittita il più delle volte dal senso di solievo che la sola sua presenza le dava.
Aveva lasciato che lui si avvicinasse più velocemente di quanto credeva possibile e questo la lasciava in uno stupito e dolce assopimento.
Così guardava in silenziosa contemplazione la sicurezza dei suoi gesti
e guardandolo si chiedeva se fosse abituato a camminare in campi minati.
Il bardo infilava con mano ferma l'ago sotto le ali ricucendo,una ad una,le ferite.
Disinfettando dove necessario con fuoco e sale,
soffiando sulla ferita per non farle sentire troppo male.
Schegge e sangue non lo allontanavano.
Con occhi dolci e comprensivi seguiva da lontano la fatina che cercava di dimettersi,
di rimettersi in piedi,
che a picconate disfava il muro,
che nei giorni di sole piantava semi per nuovi fiori
e in quelli di tempesta annegava nelle lacrime.
La vedeva cercare e ricercare affannosamente il pezzo mancante del puzzle.

"SEI STATO DA SEMPRE OLTRE IL MURO"

poteva dirlo a quell'anima che da sempre aveva sentito affine alla sua.
Ora la fatina aveva voglia di volare.
Sebbene le ali fossero ancora visibilmente malconce lei era impaziente di guarire,
di lasciare a terra le catene,
di ignorare le cicatrici.

"PAZIENTA"

lui le ripeteva con la stessa dolce fermezza di cui ormai la fatina conosceva i passi
anche se,a queste parole sbatteva contrariata i piedi e le porte.
Le prove di volo finirono.
La fatina seppe di essere stata per giorni sulla rampa di lancio solo quando la vide dall'alto,
quando finalmente si era alzata in volo
ed era come se fosse stata la prima volta.
Il bardo la guardava sorridendo da terra,
da dove aveva assistito alla scena in silenzioso incoraggiamento e speranza.
La sua fatina,ali d'argento,ora era davanti a lui.
I suoi occhi pieni di luce e di vita
il sorriso e la mano stretta in un pugno.
E mentre lei schiudeva lentamente le dita e l'anima
si guardavano sorpresi e felici.
Come se si fossero improvvisamente riconosciuti.

"ECCOLO" lei disse "IL PEZZO MANCANTE CHE HO SEMPRE CERCATO"

si lasciò sciogliere in un caldo abbraccio e poi sorridendo aggiunse:

"E COMUNQUE IL CAFFE' IO LO SO FARE,AMORE…"

Moon^_^

L’ANGELO D’ARGENTO E IL BARDOultima modifica: 2006-02-11T22:10:39+01:00da moonfairy@v
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4 pensieri su “L’ANGELO D’ARGENTO E IL BARDO

  1. Il Museo del Blog copia e incolla l’invito per tutti a visitare le
    novità.Morning Wood alla Sala Rouge,le nuove recensioni ai libri di
    Ondina(Sala Blu) e al Cinema(Galleria Cinema) della “poco”
    Pigra
    Regina.Inoltre nuovi blogger hanno impreziosito il Museo con i loro
    post
    da…incornicia re. Vi aspettiamo. La Redazione del Museo del Blog.

  2. Cara Piry, o Moon, o… Ecco un commento… beh, quelle due parole scambiate su “Predatori di bambini” in qualche modo ieri sera hanno fatto vibrare qualche mia corda interiore… grazie, sei sempre una sopresa nuova! Conf

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